Posts or Comments 10 March 2010

Archive for "Humus"



Avvenimenti & Humus & Pensiero & Rovi & Salute Mario | 10 Feb 2009

Un’ora soltanto

Non vi chiedo molto, mi basta un’ora della vostra vita.

Andate in farmacia, comprate un paio di tappi per le orecchie, dei migliori, e una benda per gli occhi, di quelle che rendono il buio assoluto, per dormire, o medicali.

Poi andate a casa, assicuratevi di essere soli. 

Chiudete le finestre della vostra camera, rendete l’ambiente scuro, chiudete anche la porta, mettetevi un pigiama comodo, i tappi alle orecchie e sdraiatevi sul letto.

Predisponete un timer con allarme, di quelli da cucina, o una sveglia qualsiasi, in modo che squilli dopo un’ora, appoggiatela sul comodino vicino a voi.

Cercate la posizione più comoda possibile, finalmente mettevi le bende sugli occhi.

Ora rimanete immobili, assolutamente immobili, con ogni parte del vostro corpo.

Testa, braccia, mani, dita, piedi, naso, bocca, occhi, non muovete assolutamente niente.

Vi prude? Niente. La posizione diventa scomoda? Non fate niente. Si addormenta una gamba? Non muovetevi. Una mosca entra nella vostra narice? Immobili.

Se vi dovesse malauguratamente venire urgenza di andare al bagno, fatevela addosso… rimanendo immobili.

Aspettate che la sveglia suoni. Non barate, se muovete un muscolo, se vi alzate, se contravvenite alla regole, il gioco non è valido. Niente musica dalla radio, niente rumori, niente movimenti.

Dopo che l’ora sarà passata considerate di poter rimanere nella stessa condizione per circa 150.000 di queste ore, senza pause. Fate conto che non ci sia modo di alzarsi, di vedere la luce, di cambiare posizione autonomamente, nessun rumore, nessuna luce, nessun piacere, forse dolore. E dopo queste 150.000 ore altre 150.000 ed altre ancora, per sempre, fino alla vostra morte.

Pensateci su e ditemi dopo quante di queste ore vorreste morire. Ditelo voi. E magari scrivetelo su un pezzo di carta firmatelo e datelo ad una persona cara.

Solo dopo che avete fatto questo, solo dopo, se ne avete ancora voglia, se vi sentite ancora così infallibili e arroganti, sputate fuori la vostra opinione su Eluana.

Io, personalmente, mi inchino, e mi ritiro.

Brulicare & Economia & Frescura & Humus Mario | 18 Aug 2008

Tre quarti di pagnotta

Dal fornaio quella mattina c’era la solita gente, pensionati per lo più, abitanti prevalenti di quel quartiere tanto bene quanto antico…

Era il turno di Lella, la decana del quartiere, novantadue anni suonati ma ancora forte come una quercia e ben più lucida della maggior parte dei suoi innumerevoli nipoti.

“Buon giorno sora Lella, il solito filone di pane sciapo?” – disse noncurante Luca il fornaio, mentre già incartava il pane.

“No” – fece Lella – “Da oggi me ne dai tre quarti di filone”

Neanche avesse parlato il papa tutta la gente nel negozio sospese ogni attività girandosi a guardare Lella.

“Come sarebbe sora Le’, tre quarti de filone ?”

“Eh già!” – fece lei con un sorrisetto furbetto – “Visto che m’hai aumentato er prezzo del 25 per cento allora io te ne compro un quarto de meno… così semo pari e patta”

“Sora Le’, ma che fa smette de magnà er pane? Se c’ha bisogno se figuri je’lo do’ anche aggratis er pane…”

Lella si fece seria, produsse una bella pausa artistica e poi sciorinò la sua lezioncina:

“Eh no, non me manca la moneta, ma l’artro giorno quanno ho visto che er prezzo era aumentato de un quarto me so’ chiesta: ma tutto sto pane me lo magno veramente?”

“E la risposta è stata: manco pe’ g’nente, m’avanza quasi mezzo filone tutte le vorte…”

“E così ora, per favore, incartame sti tre quarti de pagnotta, ma aricordete, faccio sempre in tempo a prende solo mezza pagnotta, se m’aumenti ancora…”

Luca eseguì, Lella pagò, girò i tacchi e prese via, col suo passo ancora solido e veloce.

E da quel giorno metà quartiere prese il vizio di comprà tre quarti di pagnotta, l’altra metà… mezzo filone.

Avvenimenti & Humus & Politica & Rovi Mario | 20 Feb 2008

Sondaggi e conteggi

Il concetto di informazione si evolve, troppo rapidamente per il mio misero cervello, e così mi ritrovo a non capirlo più completamente.

Continuo a pensare che, dato un fatto, l’informazione che lo riguarda dovrebbe essere univoca, almeno quando parliamo di fatti concreti e misurabili.

Certo non posso pretendere che Berlusconi e Veltroni quando parlano di sondaggi siano d’accordo sulle cifre riportate (e noto con una mesta soddisfazione che Silvio parla e agisce come se fosse lui ad inseguire la vittoria e non viceversa).

Ma quando parliamo di numeri, come ad esempio il numero di delegati vinti dai due candidati democratici alla presidenza USA, mi chiedo come è possibile avere dati così variegati come quelli che si leggono in questi giorni su articoli pubblicati dai vari giornali online quasi contemporaneamente.

I numeri come potete vedere variano moltissimo. La verità si intravede sul sito del sole 24 ore, dove da una tabellina si capisce come questi dati siano tutt’altro che consolidati. In pratica sono stime, e come tutte le stime, soggetti a revisione.

Il problema di fondo è che chi scrive un articolo, o pubblica una notizia, ha la possibilità in questi casi di scegliere tra le tante stime quella che più favorisce il suo intento. Che lo faccia un politico come Veltroni o Berlusconi è comprensibile, che lo faccia un giornalista un po meno.

Ma forse sono io che mi illudo e continuo a vedere il giornalismo con occhi vecchi.

E stanchi.

Avvenimenti & Humus & Pensiero & Rovi Mario | 15 Feb 2008

Strutturalmente antipatico

Milanese, miliardario, residente in Svizzera, alla guida di un SUV…

Neanche in una scenetta di varietà si sarebbe potuto pensare ad un antipatico migliore.

Antipatico perché milanese (a tutti tranne che ai milanesi ovviamente), antipatico perché straricco, antipatico perché residente in Svizzera, il che nel nostro immaginario significa avere bei soldi al sicuro dalle tasse, antipatico perché alla guida di un macchinone che la maggior parte di noi comuni mortali non ci sogniamo di comprare…

Lo vedo male, comunque vada, anche se dovesse salvarsi da eventuali addebiti di responsabilità per l’incidente di ieri, passerà un periodaccio, e forse avrà anche qualche simpatica visita dalla Finanza…

Davvero non so se sia sua la colpa di quell’incidente, ma non importa, è l’antipatico perfetto e un cattivo serve sempre in questi casi, se non lui un altro, che so il pedone che attraversava oppure l’autista del bus…

Perché se c’è un cattivo, un antipatico fetente, allora ci sentiamo meglio, ché cose come queste devono succedere per colpa di qualcuno, e non per un semplice sfiga, per un caso del destino…

Perché per morire, vogliamo ci sia un perché.

Humus & ICT & Sicurezza Mario | 27 Jan 2008

Legge scaccia legge

Recentemente il Garante per la Privacy ha emesso una delibera che imporrebbe ai gestori telefonici la cancellazione dei dati relativi alla navigazione degli utenti.

Ovviamente la cosa è stata accolta con grande gioia dagli utenti e alcuni hanno espresso sospetti riguardo al trattamento che di questi dati facevano i gestori.

Dalla mia posizione di privilegio (lavoro per uno di questi gestori e mi sono occupato recentemente proprio di questi temi), sono in grado di dire, per quello che sono le mie conoscenze, che questi sospetti sono infondati. Non solo i log destinati alla magistratura non sono utilizzati per altri scopi, ma sono protetti da qualsiasi accesso con misure di sicurezza maniacali. Certo qualsiasi sistema può essere violato e abusato, ma viene fatto tutto il possibile per evitarlo, con costi ingenti.

Al di la di questo, la mia esperienza mi dice che l’ultima mossa del Garante procurerà non poche grane ai gestori, per il semplice motivo che ora ci troviamo di fronte a due diverse autorità dello Stato che ci ordinano di fare cose tra loro discordanti.

Da una parte il parlamento ha recentemente prorogato i termini del vecchio decreto anti-terrorismo Pisanu, il quale SOSPENDE la validità delle regole sulla privacy, imponendo ai gestori la conservazione di qualsiasi log sia prodotto dai sistemi informatici. Dall’altra abbiamo questo nuovo atto del Garante che ci impone di cancellare tutto.

Ovviamente si procederà per via legale, ma vi assicuro che i Gestori Telefonici sarebbero BEN FELICI di poter cancellare TUTTO, SEMPRE.

Tutto il resto è solo fuffa, e la cosa più grave, che nessuno sembra vedere, è che siamo in uno Stato che emette provvedimenti impegnativi per le aziende in maniera non coordinata e confusionaria, senza una strategia, con grande nocumento per queste stesse aziende, sia dal punto di vista economico che di immagine.

Humus Mario | 24 Jan 2008

Se Mastella vi sembra una disgrazia…

Anche se ai vecchiardi del Vaticano non piacerà la frase, bisogna riconoscere che tutto è relativo.

Se pensate che siamo sfigati perché ci tocca sopportare le vampate di un Mastella in probabile andropausa politica, ho il dovere di segnalare che nonostante i Casini, i Dini e i Mastelli siamo sempre uno dei paesi più fortunati del mondo.

Stavo dando un’occhiata a Kiva.org per fare il mio piccolo prestito mensile ed sono inciampato in un report dal Kenya. Se ne è parlato quanto basta per avvisare i turisti e disdire qualche viaggio al mare, ma da quelle parti quello che per noi ha rappresentato solo un fastidioso inconveniente durante le ferie invernali, si è concretizzato invece in grandi devastazioni, violenze, disastrosi spostamenti di persone spaventate e consistenti perdite economiche.

Il link che ho inserito è quello relativo ad una lender Kenyota. La poveretta ha preso un prestito a fine anno, giusto in tempo per vedere andare in fumo il suo piccolo business. Nella parte dei commenti potete trovare la lettera dell’organizzazione che cura i micro-prestiti in Kenya, che riporta una situazione drammatica.

Quella che per noi non è altro che una notiziola sul telegiornale ha in realtà colpito profondamente un’intera società spazzando via in pochi giorni la micro economia che forma l’humus per lo sviluppo di un paese. Inutile piangere e manifestare solidarietà a parole, poco utile anche accendere un cero in chiesa, può essere invece di qualche aiuto iscriversi a sistemi come Kiva, ma anche, perché no, affidare qualche soldo ad associazioni umanitarie o missionarie.

In paesi come il Kenya sembra che tutto proceda per il meglio finché non scoppia la catastrofe, che sia di origine naturale o causata dall’uomo ha poca importanza, in un attimo tutto quello che hai non c’è più.

Non che questo non ti possa capitare anche qui, la differenza sostanziale sta nella probabilità che questo accada, oltre che nelle possibilità di recupero molto diverse che si hanno  qui da noi.

Perciò davvero, credo che Mastella, tutto sommato, come calamità naturale sia piuttosto pacioccona…

Decomposizione & Humus & Rovi Mario | 21 Jan 2008

Cose così

Leggere i giornali o ascoltare i telegiornali è un’attività che può dare enormi soddisfazioni. Quando lo faccio mi capita spesso di sbottare in irrefrenabili risate. Alcune cose sono davvero divertenti.

Questi giorni poi è davvero una sagra, c’è ne sono per tutti i gusti.

L’ultima vicenda sul Papa universitario è davvero gustosissima. Il vecchio furbacchione ha tirato un colpo da maestro. Con una sola mossa ha raggiunto innumerevoli risultati positivi (per lui). Tanto per cominciare si è evitato una scomoda, noiosa, e poco gratificante passeggiata in una giornataccia fredda d’inverno tra ragazzi scalmanati, rumorosi ed ostili. In secundis il suo messaggio invece di essere ascoltato da pochi ragazzotti infreddoliti e fischianti ha avuto la massima esposizione mediatica possibile. Per finire, è questo amici miei è puro genio, è riuscito a far passare l’idea che il suo pensiero sia stato oggetto di censura.

Parliamoci chiaro, io non mi sarei mai sognato di impedirgli di tenere il suo discorso alla Sapienza, ma da qui a dire che il leader di un movimento che conta innumerevoli canali di trasmissione del proprio pensiero sia oggetto di una serrata censura, ce ne passa.

Comico e grottesco insieme, specialmente il suo richiamo al rispetto delle altrui opinioni.

Spostandoci troviamo la vicenda napoletana, dove la mondezza continua a farla da padrona e nessuno appare colpevole di alcunché. Anche qui la tragedia ha sapori comici. Bisogna davvero essere tifosi della politica per accettare i discorsi dei leader di sinistra campani. Bocciati tutti quanti.

Forse il momento migliore lo tocchiamo nello sfogo del rampollo di casa Mastella. Come non sentirci vicini a questo povero ragazzo che porta a casa solo 1800 euro? Eppure mi fa simpatia, perché vedete io di rampolli “importanti” ne ho conosciuti un grappolo e quello che è andato giù più di sfiga dopo il suo bravo master americano si è trovato amministratore delegato. Di una società fatta apposta per lui, ma pur sempre amministratore delegato, cosa che, si sa, fa curriculum e riempie anche il portafogli.

Cose così, che sarebbe da dire tante cose, ma sono talmente enormi, talmente grottesche, che l’unica reazione possibili è l’oblio…

Humus & Rovi Mario | 07 Jan 2008

Insalata mista di inizio anno

Così l’anno è iniziato, i saldi pure e come al solito, qualsiasi sia la tua taglia e qualsiasi sia il tuo gusto personale, la tua misura è sempre quella esaurita per ogni articolo che incontri la tua preferenza.

Porti le scarpe 36? peccato hanno la 35 1/2. Porti il 40 ? hanno 39 e 41. Quel pantalone, si c’è ma in tutte le misure tranne la tua… Beh signora poteva venire prima… Beh caro negoziante potevi dimezzare i prezzi, venivo pure subito, dal godimento…

Insomma, dopo anche i saldi sono il solito tormento, ma è poca cosa se accendiamo anche solo per un minuto un televisore e ci sorbiamo un telegiornale.

In Campania ne hanno fin sopra i capelli, letteralmente, della mondezza. I problemi sono i soliti e le soluzioni pure, ma sinceramente non riesco a non essere solidale con gli abitanti di Pianura. So cosa vuol dire avere una discarica vicino casa. Inizi col dare un dito e finisce in poco tempo che ti trovi un palo della luce piantato su per il culo.

Qui da me la discarica è esaurita, perciò hanno avuto la bella idea di farci un inceneritore. Nessuno lo vuole ovviamente, ed altrettanto ovviamente bisognerà farlo pur da qualche parte… Tutti ti dicono che è sicuro, i filtri, i controlli e blablabla, ma considerando l’andazzo italiano qualcuno di voi è disposto a scommettere un centesimo bucato sulla qualità dei controlli o dei filtri ?

L’indice di gradimento dei politici è passato dal ferramenta per comprare un badile, così potrà scendere sotto lo zero. Non scoppia una rivolta, una rivoluzione o una dittatura, solo perché siamo così scoglionati da non credere più neanche in quello.

Il Papa spara qualche salva contro la globalizzazione e ci invita ad una vita più frugale, ma lo fa da un posto piuttosto ben arredato, circondato di gente vestita di abiti sontuosi e costosi, con un anello da un paio di etti di oro massiccio al dito. Mi sento di condividere quello che dice, un po meno il modo in cui lui e i suoi collaboratori della curia vivono… Sono piccole cose mi rendo conto, ma quando si dicono certe cose bisognerebbe pensare anche un pochino all’immagine che si trasmette.

Il petrolio sale, la borsa scende, io rimango seduto in mansarda.

Tante cose da dire, poca voglia di dirle, niente voglia di farle.

Insomma un inizio d’anno tradizionale, in continuità con l’anno passato, con buona pace di tutti.

Auguri!

Ne avremo bisogno.

Humus & Pensiero Mario | 10 Dec 2007

Il DizioMario: frugale

frugale: moderato nel mangiare e nel bere, sobrio, modesto, semplice

Frugale è una parola in via di estinzione. Non tanto perché non venga più utilizzata come lemma, quanto perché diventano sempre più rare le occasioni per poterlo fare.

L’etimologia della parola risale al frutto della terra, ma anche a utile, necessario. Un pasto frugale è dunque quello che contiene prevalentemente frutti della terra, poco elaborati, semplici, ma soprattutto è un pasto utile, privo di componenti superflue.

Quanti di noi possono dire di vivere in modo frugale? Io no di certo!

E non parlo certo solo del cibo. Tutta la nostra vita è infarcita di un’infinità di cose superflue, se non inutili. Una vita frugale dovrebbe essere basata sull’essenzialità, dovrebbe essere una vita piena, perché guidata dallo sforzo di rendere ogni nostra azione utile. Non esclude il divertimento e lo spasso, anche queste componenti sono utili, ma elimina le azioni stupide, dannose, inutili.

La nostra società è oggi l’esatto contrario della frugalità. E’ frivola, barocca, fondata sull’esteriorità e sul consumo del superfluo, dell’inutile.

C’è poco da predicare, tutti contribuiamo a far sì che le cose vadano in questo modo. È molto difficile abituarsi alla frugalità in qualsiasi campo quando per anni, fin dalla nascita, siamo stati abituati ad agire e pensare in maniera del tutto differente.

Le basi stesse della nostra economia rifuggono il concetto di frugalità. Guai ad avere un popolo frugale, i consumi ne sarebbero colpiti fortemente ed un’economia basata sulla crescita continua non può accettarlo.

Ovvio quindi che i messaggi siano improntati a considerare negativamente questa parola ed i concetti che porta con se. Sperando che non arrivi mai il giorno in cui professarla diventi una necessità di vita.

Cultura & Humus & Pensiero & Rovi Mario | 05 Dec 2007

Sollevo perplesso un sopracciglio

Ora che è passato abbastanza tempo e gli altri hanno smesso di parlarne mi sento pronto a tentare di esprimere in forma scritta quello che mi è passato in testa in occasione della manifestazione “femminista” di qualche giorno fa….

Io son nato nel 1959, nel pieno della generazione del baby boom, figlio, insieme a tanti altri, di quella che si potrebbe definire una famiglia patriarcale.

Come da copione mio padre lavorava e mia madre era casalinga.

Era un’epoca in cui potevo pronunciare una frase così davanti a mia madre senza sentirmi immediatamente in colpa per non aver posto sullo stesso piano il lavoro fuori e dentro casa.

Io stesso ho ricevuto un’educazione, ma soprattutto un esempio, che mi aveva impostato sullo stesso ideale, uomo al lavoro, donna a casa. Con il tempo sono cambiato, ma così come per l’intera società maschile, la trasformazione ha avuto bisogno dei tuoi tempi.

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