Posts or Comments 20 August 2008

Archive for "Pensiero"



Pensiero Mario | 23 Jun 2008

La rabbia e l’amore

Succede che la vita accumuli su di noi le sue scorie.

Come vecchie tartarughe di mare ce ne andiamo sostenendo il peso delle incrostazioni sul nostro guscio non più liscio. Nuotare diventa più faticoso e difficile, ma continuiamo a vivere, che altro non c’è da fare.

Ma quando la sfiga si accanisce, la tempesta si fa nera e il vento non ci aiuta, quando tutto appare interagire solo contro di noi, allora, la nostra rabbia si fa concreta e colpisce qualsiasi cosa ci capiti a tiro.

Persino, e soprattutto, le persone che amiamo, le uniche che possono sopportare il nostro malumore, la nostra rabbia sorda e greve.

Così nei momenti peggiori finiamo per dare il peggio, e la rabbia ci alimenta e ci rende ancor più rabbiosi, incapaci di godere di quello che di bello e straordinario la vita ancora ci offre.

Io non voglio morire così, digrignando i denti.

Voglio spegnermi nella tempesta col sorriso sulle labbra, mentre ammiro fulmini e lampi, senza rabbia.

Se così non fosse, se un giorno lontano la rabbia mi divorasse cambiando quello che sono,  vi prego, non consentitemi di farvi del male…


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Brulicare & Pensiero Mario | 19 May 2008

Non c’è tempo

Non c’è verso…

Puoi pianificare, cercare di organizzarti, impostare attività e inventare mille trucchi per trovare spazio ad ognuna delle mille cose che vorresti fare.

Invece il quotidiano ti sorpassa e ti perdi nei mille rivoli delle cose che devi fare…

Non c’è tempo.

Ci sfugge tra le mani e la consapevolezza di quanto poco ce ne sia rimasto ci angoscia, se solo ci fermiamo a pensare.

Non c’è tempo.

E mentre cerco di rubare qualche minuto ancora alla notte, già i piani di domani, segnati dai devo, allineati uno dopo l’altro fino alla sera.

Non c’è tempo, è ora di dormire.


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Pensiero & Politica & Rovi Mario | 04 Apr 2008

Io Voto Lunedì

Sono convinto che il senso di disagio che mi assale ogni qual volta penso a queste elezioni sia condiviso da moltissime persone, al di la della loro collocazione politica e del loro pensiero.

Persone che come me hanno sempre ritenuto il voto un diritto, qualcosa da difendere ed alla quale non rinunciare, si trovano in una strana situazione.

Il desiderio di esprimere la propria rabbia verso questo sistema elettorale si accompagna con un forte disagio nei confronti di politici e partiti che, tutti, indiscriminatamente, sembrano davvero lontani dalla realtà che ogni persona vive quotidianamente.

La forma più semplice per esprimere questo disagio e questo dissenso sembra essere quella del non-voto, ma nel mio DNA e in quello di molti altri con cui mi confronto, c’è la convinzione forte che non votare sia sempre e comunque una forma “perdente” di reazione.

D’altra parte accodarsi in silenzio con la scheda in mano, magari arrivando a forti percentuali di partecipazione al voto, può strumentalmente essere utilizzato dai partiti come la validazione del loro agire di questi ultimi anni. Una sottoscrizione implicita della bontà di questo sistema elettorale, della completa sudditanza di noi cittadini al potere politico burocratizzato ed elitario che si è consolidato.

E’ per questo che mi risulta difficile fare questa scelta, non votare e rinunciare di fatto a qualsiasi possibilità di influenzare il mio futuro, o votare e di fatto validare tutta la merda che si sta per assettare sui banchi del prossimo parlamento.

Ma si è ora fatta strada in me un’idea, forse sciocca, ma forse invece geniale.

Voterò. Lo farò perché ritengo mio diritto farlo e non intendo rinunciare, abbandonare, cedere. Voglio ancora combattere. Ma per dare un peso diverso al mio voto farò qualcosa che non ho mai fatto fino ad oggi. Voterò si, ma lunedì.

Io voto lunedì

E’ una piccola cosa, ma potrebbe acquistare un senso enorme, se solo abbastanza gente facesse lo stesso. Godiamoci la domenica in tranquillità e lunedì mattina, possibilmente appena aprono i seggi, mettiamoci pazientemente in fila per votare. Facciamo in modo che le statistiche della domenica denuncino un voto deludente, un afflusso stagnante. Dimostriamo loro il nostro dissenso, facciamoci contare lunedì 14 aprile.

Che sappiano: stiamo votando, ma col naso tappato, stiamo votando, ma incazzati e feriti. Sarebbe bello vedere i telegiornali con le immagini di file di cittadini lunedì mattina a votare. Sarebbe bello se gli intervistati rispondessero semplicemente: Io Voto Lunedì.

Se anche volete annullare la scheda, fatelo, ma di lunedì. Se pensavate di non votare ripensateci, votate invece, per chiunque, ma fatelo di lunedì.

Contiamoci, contateci, vogliamo contare, nonostante i politici, nonostante lo schifo…

Pensateci, parlatene a tutti quelli che conoscete, se vi girano i coglioni, se siete incazzati, se non sapete come gridare il vostro malessere, quel pugno di farfalle incazzate che vi sentite nello stomaco da qualche mese, fate come me:

Io Voto Lunedì!

Questo blog lo leggeranno solo poche decine di persone, ma fate girare il messaggio, mandatelo a tutti quelli che conoscente, non importa da che parte siete politicamente, se questa politica vi fa incazzare, ma volete comunque votare, il voto del lunedì potrebbe rappresentare un messaggio forte e diretto, qualcosa che non potrebbero ignorare o negare, per evitare di sentirli festeggiare dopo le elezioni per la grande partecipazione popolare.

Non vi costa niente, può significare molto.

Votate. Non rinunciate, e fatelo lunedì.

Potrebbe essere finalmente, un giorno nuovo.


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Avvenimenti & Pensiero & Rovi Mario | 23 Mar 2008

Violenza è anche questo

La conversione di una persona da una religione all’altra non dovrebbe essere più significativa di quella di un ateo.

Un mussulmano infatti crede già in un unico Dio, nella vita dopo la morte e in molti altri dogmi che rendono, per certi versi, la religione Cristiana piuttosto vicina a quella Mussulmana.

Le differenze sono molto più importanti per un non credente, che si converta e diventi Cristiano. Questo accade spesso, ma non è un piccolo passo.

Sta di fatto che un tizio, di mestiere scrittore, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera , di nascita mussulmano, si converta al cristianesimo, e certifichi l’atto attraverso il primo sacramento della nuova chiesa di adozione, il battesimo.

Si da il caso che questo scrittore sia un aperto sostenitore di Israele e un chiaro oppositore di ogni estremismo islamico.

Così la massima autorità della Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica Romana, non trova meglio di fare durante le cerimonie Pasquali che dedicarsi personalmente al battesimo del suddetto Magdi Allam.

Ora io mi chiedo, sono il solo che vede questa cosa come assolutamente inopportuna? Sono l’unico che ne percepisce il contenuto di violenza?

Poteva essere battezzato in una parrocchia qualsiasi, perché proprio il Papa? Non è forse una forzatura ed una decisa sottolineatura del fatto da parte del padre della Chiesa Romana?  Non è forse un chiaro messaggio al “nemico” che sbaglia?

Mi rendo conto che nessuno può impedire una cosa del genere, me ne guardo bene anche io, semplicemente mi sembra che questa cosa poteva essere evitata, risparmiando al mondo un po di rabbia e di potenziale violenza…

Ma si sa, io non credo, perciò, io, non posso capire….


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Pensiero & Rovi Mario | 21 Mar 2008

+Gnocca -Testa

Ha ragione Albanese, non c’è niente come la gnocca….

Sbirciavo le statistiche dei motori di ricerca da cui ricevo visite sul blog. In particolare ecco la classifica delle parole che vengono che stavano cercando i miei visitatori:

Praticamente la gente arriva qui cercando Demi Moore. Ma la potenza di attrazione della figa si capisce solo andando a vedere il perché una persona che sta cercando su un motore di ricerca foto di Demi Moore finisca per arrivare sul mio sito.

Ed è una potenza davvero ingente se consideriamo che l’unico posto del mio blog dove cito Demi Moore è questo.

Capperi non ci ho messo nemmeno una foto, c’è solo IL LINK a una foto, neanche visualizzata, ed era un breve commento divertente…

Cazzu cazzu, come direbbe Laqualunque.

Mi viene un dubbio, ma se cominciassi ad inserire “scientificamente” un po di “pilu” sul blog che cosa succederebbe? Vogliamo fare una prova?

Ma si, facciamola….


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Cultura & Pensiero & Rovi Mario | 14 Mar 2008

Dio perdona, la Curia no

Niente funerale, ha ucciso le figlie e la moglie e poi si è suicidato.

Però gli concederanno la benedizione, perché c’è il dubbio sulle sue facoltà psichiche.

Il dubbio! Cioè, uno si alza una mattina, uccide le figlie, la moglie e poi si ammazza e voi avete IL DUBBIO?

Però tranquilli, se Dio c’è, perdonerà anche voi.


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Pensiero & Rovi & Sottobosco Mario | 04 Mar 2008

Spiritualismo necrofilo?

Forse sono strano, ma ho la ferma convinzione che chi si professa religioso e afferma di credere nell’anima, nella vita dopo la morte, e nello spirito, dovrebbe anche, coerentemente, considerare di ben poco conto gli aspetti più materiali della vita, ed in particolar modo quelli della morte.

Se la vera essenza dell’uomo è spirito, se c’è l’anima e la vita nell’aldilà, che senso ha smucinare le ossa di chi è morto? E farne un culto poi…

La tomba aperta, il corpo sottoposto a “ricognizione canonica”, l’esposizione della salma ai fedeli, i commenti del vescovo….

Scusate ma non ci vedo niente di spirituale, niente di niente. Sarò pure un senza Dio, ma le sensazioni che questa cosa mi procura sono più quelle di un rito pagano, la preparazione di un idolo, le attenzioni necrofile di qualche vecchio che vuole esorcizzare la sua (troppo) prossima morte….


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Economia & Pensiero & Politica & Rovi & Vivere Meglio Mario | 03 Mar 2008

è già lunedì

Ieri era una fantastica giornata di sole, l’umore della famiglia era ottimo e così, come pianificato, siamo partiti in macchina alla volta dell’Ikea. Obiettivo principale: comprare una sedia per il mio “posto di lavoro” casalingo, e magari anche un barbecue nei dintorni…

Noi abitiamo ad Albano e l’Ikea si trova piuttosto vicina, proprio sul Grande Raccordo Anulare, appena fuori….

Quando siamo arrivati sul raccordo ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo inaspettato. Un traffico denso come melassa, neanche fosse un giorno di lavoro. Per fortuna dall’Appia all’Ikea la strada è davvero poca. Una volta arrivati la conferma che mezza Roma era in moto, parcheggio praticamente colmo e una massa umana di varia qualità che riempiva ogni spazio all’interno del grande magazzino.

La bella giornata e l’umore positivo ci mettevano in ottima posizione per acquisti compulsivi, ma questa è un’altra storia. Comunque siamo tornati a casa con il bagagliaio pieno: sedia Karsten (con braccioli aggiunti), un lussurioso copripiumino, anzi due, perché lo abbiamo preso anche per la figliola, tutta una serie di scatole e scatoline, bicchieri, vasi, vasetti, stampelle e ammennicoli vari.

Una volta fuori, diretti a casa, di nuovo l’impatto con il traffico esagerato sul raccordo, come se tutti i romani avessero una specie di appuntamento per fare qualche giro in compagnia in questa simpatica sede stradale.

Poi ho realizzato. Era la domenica verde. Niente traffico in città, ma il raccordo era aperto.

La giornata bellissima, la mancanza di partite delle squadre romane (avevano entrambe giocato di sabato) e la naturale propensione per il popolo romano per le gitarelle fuori porta hanno spinto i romani fuori dalle loro tane.

Immagino mogli ben decise svegliare all’alba i mariti: “Almeno oggi che non c’è la partita SI ESCE!!”
E come dargli torto?

Sta di fatto che il marasma di macchine era significativo e sono pronto a scommettere una fetta di pane e Nutella che ieri, per quanto verde sia stata la giornata, l’inquinamento non sarà sceso più di tanto, anzi…

Dovremmo cominciare a pensare nuove metodologie per ridurre l’impatto ambientale di quello che facciamo, e sarebbe molto intelligente essere pionieri di questi nuovi modi di vivere, ci porterebbe senz’altro dei grandi vantaggi anche economici, perché si sa, chi per primo prende una strada tecnologica che porta al futuro, gode di tutti i vantaggi dell’avanguardia e difficilmente può essere poi raggiunto su quella stessa strada dagli altri viaggiatori.

Parlo di cose come ad esempio la gestione del packaging. Perché non essere i primi a legiferare (a livello Italiano o meglio ancora Europeo) obbligando i produttori a vendere prodotti imballati con criteri nuovi, fatti in maniera tale da massimizzare il riciclo e minimizzare l’impatto dei rifiuti? E’ una cosa che prima o poi dovremo fare, perché non essere i primi? Si stimolerebbero i nostri produttori a investire in queste tecnologie e sarebbero poi molto avvantaggiati quando, inevitabilmente, il resto de mondo ci verrà dietro.

Lo stesso potrebbe essere fatto per molte altre cose, dall’energia al trasporto.

Ma in questi giorni se accendete il televisore non si sente parlare di queste cose. I nostri politici spaziano dai lavori forzati per i carcerati (argomento così popolare, chi di noi non ha mai pensato la stessa cosa?), all’abolizione dell’ICI, alla riduzione di uno, due, tre, quattro punti della pressione fiscale (chi offre di più? tanto il culo non è il mio)…

E’ stata una bella domenica di sole, una domenica verde (?), ma purtroppo, è già lunedì…


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Cultura & Pensiero & Politica & Rovi Mario | 15 Feb 2008

Si può fare, ma anche no

Oggi non parlerò della politica del Partito Democratico, delle trattative di questi giorni, del programma.

No, voglio solo raccontarvi le mie impressioni su quello che Veltroni ha scelto come motto per la campagna elettorale, quel “Si può fare” direttamente mediato dal “Yes we can” di Obama.

La prima emozione che mi attraversa riguarda l’incapacità di elaborare un messaggio originale, l’utilizzo di uno slogan altrui. Mi fa tristezza e un po delusione.

Ma anche ammesso che la potenza di quel messaggio da oltre oceano sia talmente forte da poter donare vita ad un’analoga forza politica Italiana, c’è un secondo fattore di amarezza.

“Yes, we can” racchiude un messaggio forte, pieno di significati diversi e convergenti che solo una frase in lingua inglese è capace di rendere.

Yes: è un’affermazione secca. Non c’è dubbio, non c’è esitazione, c’è la forza della convinzione.

we: noi. Tutti insieme, indistintamente, noi. Ma significa anche SOLO NOI, nessun altro. Ha una valenza potente questa piccola parola. Noi possiamo, noi INSIEME possiamo, noi TUTTI possiamo, ma NOI, non loro, non altri. NOI.

can: possiamo. Non “potremmo“, non “dovremmo“, non “per favore“. Qui il verbo viene usato nella suo significato di “potere” attivo, di forza.

Un messaggio che nel suo insieme è istantaneo, positivo, collaborativo e potente.

A noi invece è toccato un placido e moscio, “Si può fare”, pallida imitazione:

Si:  Non è un’affermazione forte come il Si di Obama (Yes), ma una particella riflessiva che caratterizza l’assenza dalla frase di un attore, di un soggetto. Al posto del noi (we) di Obama abbiamo un vago “si”, molto italiano, come se ci aspettassimo che “qualcuno” possa fare quel che noi dobbiamo.

può:  nasce con lo stesso peccato del “si” che lo precede, anch’esso debole non rappresenta il “can”, il potere di fare, ma l’accessione possibilistica del verbo potere. C’è la possibilità di fare, non si sa chi, qualcosa.

fare:  forse l’unica parola con un senso positivo, fare invece di parlare, anche se guastata dalla mancanza di un soggetto, quasi che le cose si facciano da sole.

Un motto positivo quello di Veltroni, ma privo della forza, della capacità di coinvolgimento ed unione, della potenza di quello americano.

Caro Walter, si può fare di meglio…. dobbiamo fare di meglio.


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Avvenimenti & Humus & Pensiero & Rovi Mario | 15 Feb 2008

Strutturalmente antipatico

Milanese, miliardario, residente in Svizzera, alla guida di un SUV…

Neanche in una scenetta di varietà si sarebbe potuto pensare ad un antipatico migliore.

Antipatico perché milanese (a tutti tranne che ai milanesi ovviamente), antipatico perché straricco, antipatico perché residente in Svizzera, il che nel nostro immaginario significa avere bei soldi al sicuro dalle tasse, antipatico perché alla guida di un macchinone che la maggior parte di noi comuni mortali non ci sogniamo di comprare…

Lo vedo male, comunque vada, anche se dovesse salvarsi da eventuali addebiti di responsabilità per l’incidente di ieri, passerà un periodaccio, e forse avrà anche qualche simpatica visita dalla Finanza…

Davvero non so se sia sua la colpa di quell’incidente, ma non importa, è l’antipatico perfetto e un cattivo serve sempre in questi casi, se non lui un altro, che so il pedone che attraversava oppure l’autista del bus…

Perché se c’è un cattivo, un antipatico fetente, allora ci sentiamo meglio, ché cose come queste devono succedere per colpa di qualcuno, e non per un semplice sfiga, per un caso del destino…

Perché per morire, vogliamo ci sia un perché.


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