Posts or Comments 11 March 2010

Archive for "Politica"



Avvenimenti & Economia & Politica & Rovi Mario | 16 Apr 2009

Caro Ministro so fare i conti anch’io…

La notizia che voglio commentare è questa.

E la voglio commentare perchè ho sentito stamane per radio il commento che il ministro Tremonti, con il suo caratteristico tono che io trovo insopportabile, ha fatto sulla polemica sollevata dalle ONLUS.

In pratica il Ministro, pur senza dirlo formalmente, ha fatto capire che i soldi che venissero destinati dai cittadini al 5 per mille per l’Abruzzo, costituirebbero totalmente (non lo dice ma così si capisce) un ampliamento del plafond di 380 milioni finora posto come tetto al contributo totale del 5 per mille.

Per questo le Onlus non dovrebbero lamentarsi poichè questo non andrebbe a toccare quanto normalmente a loro destinato.

Vi tornano i conti ? A me no, per niente.

Vediamo come stanno le cose.

Lo Stato si trova a dover affrontare una spesa straordinaria. Per un certo numero di anni dovrà destinare investimenti significativi (si parla di 12 miliardi in totale) per la ricostruzione in Abruzzo.

Lo Stato questi soldi non ce li ha da parte. Non esiste un fondo di accantonamento per affrontare queste emergenze, quindi sono tutti soldi che vanno trovati da qualche parte nel bilancio dello stato, o tramite entrate straordinarie.

Fate bene mente locale: lo Stato deve trovare 12 miliardi di euro, 12.000 milioni.

Bene, ora il primo punto dove i conti non tornano.

Diciamo che un bel mucchio di gente metta il codice fiscale che identifica la destinazione “ricostruzione Abruzzo” sulla propria dichiarazione nella sezione del 5 per mille.

Facciamo che il totale di questi soldi ammontino a 300 milioni di euro.

Sembrerebbe comunque una bella cifretta, anche se piccola rispetto al totale dei soldi da trovare.

Avendo trovato 300 milioni ne rimangono da reperire solo 11.700 milioni, giusto?

Peccato che non sia così. Se infatti questi soldi, come dice Tremonti, sono aggiuntivi rispetto al plafond di 380 milioni finora destinato al 5 per mille, vuol dire che lo Stato incasserà meno tasse non per 380 milioni, ma per 680.

Nel suo bilancio quindi segnerà una voce +300 milioni nel “conto” dei soldi che devono andare alla ricostruzione dell’Abbruzzo e un bel -300 nel “conto” dei soldi che entrano.

Totale… zero.

Sempre 12.000 milioni mancano.

E non può che essere così, visto che il 5 per mille sono soldi che non pagate in più ma che semplicemente vengono stornati dalle tasse che andrebbero allo stato e destinati a qualche istituzione. In questo caso farebbero un giro inutile, sempre soldi che vanno allo stato, che comunque non avrebbe risolto niente.

Un puro atto di ritorno psicologico quindi?

Si, ma con effetti collaterali dannosi !

Primo effetto dannoso: è probabile che un certo numero di persone che avrebbero destinato il 5 per mille a qualche ente benefico Onlus cambino idea e indichino invece la destinazione Abruzzo. E’ molto probabile che siano anche tante.

Ecco che qui escono soldi veri. Infatti soldi che sarebbero andati alle Onlus ora rimangono nel calderone dello Stato. Se, come probabile, il totale di persone che destineranno comunque soldi alle Onlus sarà minore di quello dello scorso anno, andando sotto il tetto dei 380 milioni, ecco che lo Stato risparmierà soldi, NON DANDOLI ALLE ONLUS.

Non solo, c’è un secondo effetto negativo da non sottovalutare.

Potrebbe facilmente accadere che le persone che destineranno soldi all’Abbruzzo attraverso il 5 per mille, si sentano poi meno motivate a fare donazioni in proprio, perchè in qualche modo percepiscono di aver già fatto qualcosa….

In definitiva questa operazione potrebbe facilmente avere questi effetti:

  • neanche un euro in più allo Stato
  • risparmi dello Stato a discapito delle Onlus
  • meno donazioni di privati per l’Abbruzzo

Tirati i conti, non sarà mica che il Ministro in realtà, da bravo economista, questi bei conti se li sia fatti già ben bene ?

Cultura & Pensiero & Politica & Rovi & Scuola Mario | 08 Apr 2009

Popolo Cojone

Ogni tanto, non di frequente, qualche evento, o qualche coraggioso giornalista, ci ricordano la situazione pietosa in cui versa la nostra scuola (squola?).

Non sto parlando di qualità, magari potessimo stare qui a discutere di miglioramenti qualitativi, qui parliamo invece del supporto minimo vitale.

Non stiamo parlando neanche di cultura, che sarebbe pretendere troppo persino sperare che i nostri diplomandi avessero almeno un certo rispetto, qualche voglia e curiosità.

Stiamo crescendo generazioni di ragazzi cui non abbiamo fornito neanche i mezzi elementari per poter riuscire a valutare le cose con il proprio cervello. 

Per questo quando leggo una notizia come quella linkata all’inizio di questo articolo e l’associo a quella di poco precedente sull’ammissione agli esami, rifletto su quanto sia stupida una posizione politica come quella espressa in questi giorni dal PD contro la proposta di maggiore severità nell’ammissione.

Se da una parte sono consapevole che non basta certo la sola severità in quel momento delicato del ciclo scolastico per ottenere risultati, mi chiedo anche se su certi temi importanti, e quello della scuola per me ha la massima priorità, non si potrebbero per un attimo deporre le armi dello scontro politico e trovarsi a disegnare insieme un piano serio e condiviso per portare la nostra scuola ad un livello accettabile, almeno sul piano dell’autonomia della persona.

Mi viene il dubbio che alla fine, da una parte e dall’altra, ci sia in fondo, consciamente o inconsciamente, la volontà di lasciare che il degrado continui, che peggiori, che le nostre scuole generino inesorabilmente un popolo di coglioni….

Avvenimenti & Politica Mario | 17 Feb 2009

Posti di lavoro

Bene, gli avvocati li abbiamo sistemati, il figlio del commercialista l’abbiamo sistemato……

Chi c’è rimasto ancora ?  La figlia della portiera ?

Avvenimenti & Politica & Rovi & Scuola Mario | 16 Oct 2008

Di buone intenzioni…

Lo conoscete certamente il proverbio, di buone intenzioni è lastricato l’inferno.

La saggezza popolare raramente sbaglia e questo proverbio lo vediamo tante volte verificato nella vita di ogni giorno. Quando ho letto la notizia sulla proposta di classi speciali per gli stranieri la prima cosa che mi è venuta in mente è proprio questo proverbio.

Se guardiamo razionalmente le motivazioni addotte per giustificare la proposta non possiamo che convenire sulla loro sensatezza. Che potrebbe fare un ragazzo in una classe dove non è in grado di capire una singola parola che viene detta? Diceva mio nonno che anche una porcheria se fritta e ben presentata diventa una leccornia, ed è esattamente quello che succede con questa proposta.

Tutto sembra perfetto, tutto sembra sensato e soprattutto sembra motivato da buone intenzioni.

Ma è quel tipo di buona intenzione con cui, appunto, si fabbricano bei pavimenti per le sale dell’ade…

Vedo anche che il cuoco ha ben lavorato, tant’è vero che persino molti miei amici, certo non razzisti, e gran parte dei lettori persino di quotidiani “teoricamente” orientati a sinistra, dimostrano di non considerare insensata questa proposta e sono disponibili se non a sponsorizzarla quanto meno ad accettarla.

Non perderò tempo a spiegare perchè l’idea, per quanto forse basata sul buon senso, di fatto è un’idiozia nella pratica, mi rendo conto di essere ormai rappresentante di un pensiero minoritario in questo paese, e purtroppo sono consapevole di come chi non riesce ad arrivarci da solo difficilmente potrà essere convinto dalle mie argomentazioni.

Ne prendo atto, e mi sorprendo a pensare che ultimamente sto iniziando a capire come dovevano sentirsi certi italiani nei primi anni del fascio, quando un movimento legittimo si trasformò in dittatura, con tanto buon senso e tante buone intenzioni.

Avvenimenti & Politica & Rovi Mario | 04 Sep 2008

Gira gira la zucchina…

Come diceva il vecchio detto, gira gira la zucchina finisce sempre in culo all’ortolano.

Nel nostro caso la zucchina si chiama ICI e il culo, purtroppo è sempre il nostro.

Nella proposta di Calderoli una tassa sugli immobili da dare ai Comuni (qualcuno mi spieghi perché togliere l’ICI per poi rimetterla più o meno uguale), ma anche una fantastica tassa sulla benzina e le auto da far incassare alle Provincie. Ma si, proprio quegli enti che tutti dicono inutili, che tutti vogliono togliere e che il novello ministro della Semplificazione pensa bene di rafforzare…

Va beh, “estaremo a vedere”, nel frattempo attrezziamoci

Avvenimenti & Politica & Rovi Mario | 29 Apr 2008

Roma

Sinceramente non mi stupisce affatto il risultato del voto al Comune di Roma.

Anche semplicemente per un fatto matematico, che bastava fare due somme per capire come finiva già due settimane fa.

Chissà, basterà quest’altra legnata per mandare a casa i il vecchiume del PD (PteroDattili) ??

Sono sicuro di no…

Politica Mario | 18 Apr 2008

Infelice e Contento

Eccomi qui anch’io a fare l’analisi di questo voto del 2008.

Prima i fatti, poi le valutazioni.

Fatto: il calo di affluenza alle urne c’è stato, è stato significativo, specialmente tenendo conto che sono passati meno di due anni dalle precedenti e che c’era l’incentivo delle amministrative, ma non è stato eclatante.

Fatto: l’accozzaglia di partitini e partitelli cui siamo abituati da decenni è stata spazzata via dal parlamento. La legge elettorale e gli intenti comuni di PD e PDL hanno fatto si che in parlamento non siano rappresentati circa un decimo dei votanti, alla camera per la precisione 3.651.439 persone non sono riuscite ad avere un proprio rappresentante. Nel 2006 i non rappresentati erano meno di 1.400.000

Fatto: Le uniche forze politiche a crescere rispetto alle corrispondenti area del 2006 sono la Lega, Italia dei Valori, La Destra. Perde clamorosamente La Sinistra L’Arcobaleno (7%) e non va bene l’UDC, specialmente se si considera che teoricamente avrebbe potuto in qualche modo raccogliere anche molti dei voti dell’Udeur.

La mia valutazione di tutto questo?

Non posso certo dire di essere contento. Non è tanto il fatto che sia al governo una coalizione tra conservatori di destra e lega federalista, quanto la riconferma di Berlusconi alla guida della destra.

Non lo ritengo capace di fare alcunché di buono per questo paese, per tanti motivi, ma soprattutto per quanto si è visto nei cinque anni del suo precedente governo. Anche allora aveva una maggioranza inossidabile eppure niente di importante per questo paese è stato fatto. Sarà il tempo a dirci se questa mia preoccupazione sia fondata.

Di certo questa è la prima volta nella mia vita che un’elezione da un così forte scossone ai politici. Staremo a vedere se i Bertinotti e i Pecoraro Scanio di turno sapranno capire e mutare. Per ora non mi sembra sia così, sento già discorsi che dimostrano come queste forze politiche siano incapaci di recepire il messaggio del popolo che li avrebbe dovuti votare…

Per quanto riguarda i Democratici, avranno 5 anni per crescere e diventare davvero quello che dovrebbero essere. Anche qui non è che nutra grandissime speranze, non sarà facile e vedo un nugolo di braccia pronte a remare contro, fuori e dentro…

D’altra parte il fatto che in questo parlamento non siano entrati personaggi come Storace, Bertinotti, Santanché, Pecorario Scanio e via andare, non è che mi dispiaccia poi molto, anzi…

Come ogni bravo elettore ora mi metto in finestra, terrò il conto delle azioni e delle parole.

Questo blog sarà la mia memoria.

Politica Mario | 15 Apr 2008

Cittadini, non tifosi

I risultati e gli effetti di questo voto li commenterò con calma stasera, per ora voglio solo ribadire un vecchio concetto cui sono affezionato e che non sembra essere condiviso da molti.

Noi siamo cittadini, non tifosi.

Quando votiamo esprimiamo la nostra preferenza, la nostra scelta, per una certa persona, un certo partito. Ma il voto si esaurisce nell’urna. Non appena ne usciamo siamo di nuovo cittadini, non tifosi.

Che vinca l’uno oppure l’altro il nostro atteggiamento, al di la del disappunto o della soddisfazione iniziale, dovrebbe mantenersi equivalente.

Un cittadino una volta proclamato il vincitore, una volta formato un governo, dovrebbe dimenticare per chi ha votato ed iniziare a valutare il lavoro di questo parlamento, di questo governo, con gli occhi liberi ed indipendenti del cittadino.

Spesso invece non dimentichiamo per chi abbiamo votato e tendiamo a considerare il nuovo governo sotto questa deformazione, giudicandolo buono o cattivo prima ancora che abbia iniziato ad agire.

Peggio ancora ci ritroviamo a considerare buone le scelte che fa solo perché lo abbiamo votato, e viceversa.  Come tifosi di una squadra di calcio consideriamo accettabile il “vaffanculo” del nostro idolo e protestiamo vivacemente per quello del nostro avversario.

Siamo tifosi della politica, e come tali smettiamo di ragionare con la testa, perché si sa, il tifoso non ragiona, il tifoso ama…

Smettete per favore di essere tifosi, siate cittadini. Dimenticate il vostro voto e cominciate a valutare criticamente, ed obbiettivamente l’azione di chi ci governerà, e dell’opposizione.

Solo così, solo essendo liberi dal tifo e dalla passione, sapremo valutare errori e cose buone, e saremo in grado in futuro di valutare correttamente le scelte per il nostro futuro. Senza cantare canzoncine idiote, senza seguire il gregge, senza sventolare bandiere di cui non cogliamo neppure il significato.

Liberi cittadini, pensanti e critici, mai tifosi….

Pensiero & Politica & Rovi Mario | 04 Apr 2008

Io Voto Lunedì

Sono convinto che il senso di disagio che mi assale ogni qual volta penso a queste elezioni sia condiviso da moltissime persone, al di la della loro collocazione politica e del loro pensiero.

Persone che come me hanno sempre ritenuto il voto un diritto, qualcosa da difendere ed alla quale non rinunciare, si trovano in una strana situazione.

Il desiderio di esprimere la propria rabbia verso questo sistema elettorale si accompagna con un forte disagio nei confronti di politici e partiti che, tutti, indiscriminatamente, sembrano davvero lontani dalla realtà che ogni persona vive quotidianamente.

La forma più semplice per esprimere questo disagio e questo dissenso sembra essere quella del non-voto, ma nel mio DNA e in quello di molti altri con cui mi confronto, c’è la convinzione forte che non votare sia sempre e comunque una forma “perdente” di reazione.

D’altra parte accodarsi in silenzio con la scheda in mano, magari arrivando a forti percentuali di partecipazione al voto, può strumentalmente essere utilizzato dai partiti come la validazione del loro agire di questi ultimi anni. Una sottoscrizione implicita della bontà di questo sistema elettorale, della completa sudditanza di noi cittadini al potere politico burocratizzato ed elitario che si è consolidato.

E’ per questo che mi risulta difficile fare questa scelta, non votare e rinunciare di fatto a qualsiasi possibilità di influenzare il mio futuro, o votare e di fatto validare tutta la merda che si sta per assettare sui banchi del prossimo parlamento.

Ma si è ora fatta strada in me un’idea, forse sciocca, ma forse invece geniale.

Voterò. Lo farò perché ritengo mio diritto farlo e non intendo rinunciare, abbandonare, cedere. Voglio ancora combattere. Ma per dare un peso diverso al mio voto farò qualcosa che non ho mai fatto fino ad oggi. Voterò si, ma lunedì.

Io voto lunedì

E’ una piccola cosa, ma potrebbe acquistare un senso enorme, se solo abbastanza gente facesse lo stesso. Godiamoci la domenica in tranquillità e lunedì mattina, possibilmente appena aprono i seggi, mettiamoci pazientemente in fila per votare. Facciamo in modo che le statistiche della domenica denuncino un voto deludente, un afflusso stagnante. Dimostriamo loro il nostro dissenso, facciamoci contare lunedì 14 aprile.

Che sappiano: stiamo votando, ma col naso tappato, stiamo votando, ma incazzati e feriti. Sarebbe bello vedere i telegiornali con le immagini di file di cittadini lunedì mattina a votare. Sarebbe bello se gli intervistati rispondessero semplicemente: Io Voto Lunedì.

Se anche volete annullare la scheda, fatelo, ma di lunedì. Se pensavate di non votare ripensateci, votate invece, per chiunque, ma fatelo di lunedì.

Contiamoci, contateci, vogliamo contare, nonostante i politici, nonostante lo schifo…

Pensateci, parlatene a tutti quelli che conoscete, se vi girano i coglioni, se siete incazzati, se non sapete come gridare il vostro malessere, quel pugno di farfalle incazzate che vi sentite nello stomaco da qualche mese, fate come me:

Io Voto Lunedì!

Questo blog lo leggeranno solo poche decine di persone, ma fate girare il messaggio, mandatelo a tutti quelli che conoscente, non importa da che parte siete politicamente, se questa politica vi fa incazzare, ma volete comunque votare, il voto del lunedì potrebbe rappresentare un messaggio forte e diretto, qualcosa che non potrebbero ignorare o negare, per evitare di sentirli festeggiare dopo le elezioni per la grande partecipazione popolare.

Non vi costa niente, può significare molto.

Votate. Non rinunciate, e fatelo lunedì.

Potrebbe essere finalmente, un giorno nuovo.

Avvenimenti & Politica & Rovi Mario | 19 Mar 2008

Le bandiere della libertà

Negli Stati Uniti è in corso una crisi finanziaria ed economica le cui dimensioni ed effetti sono ancora da capire, ma che senz’altro è tra le peggiori da molti decenni.

L’Europa non è in grado di fare da traino in sostituzione dei cugini americani e l’onere di “salvare” l’economia mondiale a questo punto ricade sulle spalle dei paesi emergenti, economie che galoppano a ritmi forsennati, caratterizzate però da una salute piuttosto fragile.

In questa situazione i travagli di un piccolo popolo montanaro sono irrilevanti.

Ieri a Wall Street sventolavano insieme la bandiera USA e quella della Repubblica Popolare Cinese…

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