Avvenimenti & Economia & Politica & Rovi Mario | 16 Apr 2009
Caro Ministro so fare i conti anch’io…
La notizia che voglio commentare è questa.
E la voglio commentare perchè ho sentito stamane per radio il commento che il ministro Tremonti, con il suo caratteristico tono che io trovo insopportabile, ha fatto sulla polemica sollevata dalle ONLUS.
In pratica il Ministro, pur senza dirlo formalmente, ha fatto capire che i soldi che venissero destinati dai cittadini al 5 per mille per l’Abruzzo, costituirebbero totalmente (non lo dice ma così si capisce) un ampliamento del plafond di 380 milioni finora posto come tetto al contributo totale del 5 per mille.
Per questo le Onlus non dovrebbero lamentarsi poichè questo non andrebbe a toccare quanto normalmente a loro destinato.
Vi tornano i conti ? A me no, per niente.
Vediamo come stanno le cose.
Lo Stato si trova a dover affrontare una spesa straordinaria. Per un certo numero di anni dovrà destinare investimenti significativi (si parla di 12 miliardi in totale) per la ricostruzione in Abruzzo.
Lo Stato questi soldi non ce li ha da parte. Non esiste un fondo di accantonamento per affrontare queste emergenze, quindi sono tutti soldi che vanno trovati da qualche parte nel bilancio dello stato, o tramite entrate straordinarie.
Fate bene mente locale: lo Stato deve trovare 12 miliardi di euro, 12.000 milioni.
Bene, ora il primo punto dove i conti non tornano.
Diciamo che un bel mucchio di gente metta il codice fiscale che identifica la destinazione “ricostruzione Abruzzo” sulla propria dichiarazione nella sezione del 5 per mille.
Facciamo che il totale di questi soldi ammontino a 300 milioni di euro.
Sembrerebbe comunque una bella cifretta, anche se piccola rispetto al totale dei soldi da trovare.
Avendo trovato 300 milioni ne rimangono da reperire solo 11.700 milioni, giusto?
Peccato che non sia così. Se infatti questi soldi, come dice Tremonti, sono aggiuntivi rispetto al plafond di 380 milioni finora destinato al 5 per mille, vuol dire che lo Stato incasserà meno tasse non per 380 milioni, ma per 680.
Nel suo bilancio quindi segnerà una voce +300 milioni nel “conto” dei soldi che devono andare alla ricostruzione dell’Abbruzzo e un bel -300 nel “conto” dei soldi che entrano.
Totale… zero.
Sempre 12.000 milioni mancano.
E non può che essere così, visto che il 5 per mille sono soldi che non pagate in più ma che semplicemente vengono stornati dalle tasse che andrebbero allo stato e destinati a qualche istituzione. In questo caso farebbero un giro inutile, sempre soldi che vanno allo stato, che comunque non avrebbe risolto niente.
Un puro atto di ritorno psicologico quindi?
Si, ma con effetti collaterali dannosi !
Primo effetto dannoso: è probabile che un certo numero di persone che avrebbero destinato il 5 per mille a qualche ente benefico Onlus cambino idea e indichino invece la destinazione Abruzzo. E’ molto probabile che siano anche tante.
Ecco che qui escono soldi veri. Infatti soldi che sarebbero andati alle Onlus ora rimangono nel calderone dello Stato. Se, come probabile, il totale di persone che destineranno comunque soldi alle Onlus sarà minore di quello dello scorso anno, andando sotto il tetto dei 380 milioni, ecco che lo Stato risparmierà soldi, NON DANDOLI ALLE ONLUS.
Non solo, c’è un secondo effetto negativo da non sottovalutare.
Potrebbe facilmente accadere che le persone che destineranno soldi all’Abbruzzo attraverso il 5 per mille, si sentano poi meno motivate a fare donazioni in proprio, perchè in qualche modo percepiscono di aver già fatto qualcosa….
In definitiva questa operazione potrebbe facilmente avere questi effetti:
- neanche un euro in più allo Stato
- risparmi dello Stato a discapito delle Onlus
- meno donazioni di privati per l’Abbruzzo
Tirati i conti, non sarà mica che il Ministro in realtà, da bravo economista, questi bei conti se li sia fatti già ben bene ?
Cultura & Pensiero & Politica & Rovi & Scuola Mario | 08 Apr 2009
Popolo Cojone
Ogni tanto, non di frequente, qualche evento, o qualche coraggioso giornalista, ci ricordano la situazione pietosa in cui versa la nostra scuola (squola?).
Non sto parlando di qualità, magari potessimo stare qui a discutere di miglioramenti qualitativi, qui parliamo invece del supporto minimo vitale.
Non stiamo parlando neanche di cultura, che sarebbe pretendere troppo persino sperare che i nostri diplomandi avessero almeno un certo rispetto, qualche voglia e curiosità.
Stiamo crescendo generazioni di ragazzi cui non abbiamo fornito neanche i mezzi elementari per poter riuscire a valutare le cose con il proprio cervello.
Per questo quando leggo una notizia come quella linkata all’inizio di questo articolo e l’associo a quella di poco precedente sull’ammissione agli esami, rifletto su quanto sia stupida una posizione politica come quella espressa in questi giorni dal PD contro la proposta di maggiore severità nell’ammissione.
Se da una parte sono consapevole che non basta certo la sola severità in quel momento delicato del ciclo scolastico per ottenere risultati, mi chiedo anche se su certi temi importanti, e quello della scuola per me ha la massima priorità, non si potrebbero per un attimo deporre le armi dello scontro politico e trovarsi a disegnare insieme un piano serio e condiviso per portare la nostra scuola ad un livello accettabile, almeno sul piano dell’autonomia della persona.
Mi viene il dubbio che alla fine, da una parte e dall’altra, ci sia in fondo, consciamente o inconsciamente, la volontà di lasciare che il degrado continui, che peggiori, che le nostre scuole generino inesorabilmente un popolo di coglioni….
Avvenimenti & Humus & Pensiero & Rovi & Salute Mario | 10 Feb 2009
Un’ora soltanto
Non vi chiedo molto, mi basta un’ora della vostra vita.
Andate in farmacia, comprate un paio di tappi per le orecchie, dei migliori, e una benda per gli occhi, di quelle che rendono il buio assoluto, per dormire, o medicali.
Poi andate a casa, assicuratevi di essere soli.
Chiudete le finestre della vostra camera, rendete l’ambiente scuro, chiudete anche la porta, mettetevi un pigiama comodo, i tappi alle orecchie e sdraiatevi sul letto.
Predisponete un timer con allarme, di quelli da cucina, o una sveglia qualsiasi, in modo che squilli dopo un’ora, appoggiatela sul comodino vicino a voi.
Cercate la posizione più comoda possibile, finalmente mettevi le bende sugli occhi.
Ora rimanete immobili, assolutamente immobili, con ogni parte del vostro corpo.
Testa, braccia, mani, dita, piedi, naso, bocca, occhi, non muovete assolutamente niente.
Vi prude? Niente. La posizione diventa scomoda? Non fate niente. Si addormenta una gamba? Non muovetevi. Una mosca entra nella vostra narice? Immobili.
Se vi dovesse malauguratamente venire urgenza di andare al bagno, fatevela addosso… rimanendo immobili.
Aspettate che la sveglia suoni. Non barate, se muovete un muscolo, se vi alzate, se contravvenite alla regole, il gioco non è valido. Niente musica dalla radio, niente rumori, niente movimenti.
Dopo che l’ora sarà passata considerate di poter rimanere nella stessa condizione per circa 150.000 di queste ore, senza pause. Fate conto che non ci sia modo di alzarsi, di vedere la luce, di cambiare posizione autonomamente, nessun rumore, nessuna luce, nessun piacere, forse dolore. E dopo queste 150.000 ore altre 150.000 ed altre ancora, per sempre, fino alla vostra morte.
Pensateci su e ditemi dopo quante di queste ore vorreste morire. Ditelo voi. E magari scrivetelo su un pezzo di carta firmatelo e datelo ad una persona cara.
Solo dopo che avete fatto questo, solo dopo, se ne avete ancora voglia, se vi sentite ancora così infallibili e arroganti, sputate fuori la vostra opinione su Eluana.
Io, personalmente, mi inchino, e mi ritiro.
Avvenimenti & Politica & Rovi & Scuola Mario | 16 Oct 2008
Di buone intenzioni…
Lo conoscete certamente il proverbio, di buone intenzioni è lastricato l’inferno.
La saggezza popolare raramente sbaglia e questo proverbio lo vediamo tante volte verificato nella vita di ogni giorno. Quando ho letto la notizia sulla proposta di classi speciali per gli stranieri la prima cosa che mi è venuta in mente è proprio questo proverbio.
Se guardiamo razionalmente le motivazioni addotte per giustificare la proposta non possiamo che convenire sulla loro sensatezza. Che potrebbe fare un ragazzo in una classe dove non è in grado di capire una singola parola che viene detta? Diceva mio nonno che anche una porcheria se fritta e ben presentata diventa una leccornia, ed è esattamente quello che succede con questa proposta.
Tutto sembra perfetto, tutto sembra sensato e soprattutto sembra motivato da buone intenzioni.
Ma è quel tipo di buona intenzione con cui, appunto, si fabbricano bei pavimenti per le sale dell’ade…
Vedo anche che il cuoco ha ben lavorato, tant’è vero che persino molti miei amici, certo non razzisti, e gran parte dei lettori persino di quotidiani “teoricamente” orientati a sinistra, dimostrano di non considerare insensata questa proposta e sono disponibili se non a sponsorizzarla quanto meno ad accettarla.
Non perderò tempo a spiegare perchè l’idea, per quanto forse basata sul buon senso, di fatto è un’idiozia nella pratica, mi rendo conto di essere ormai rappresentante di un pensiero minoritario in questo paese, e purtroppo sono consapevole di come chi non riesce ad arrivarci da solo difficilmente potrà essere convinto dalle mie argomentazioni.
Ne prendo atto, e mi sorprendo a pensare che ultimamente sto iniziando a capire come dovevano sentirsi certi italiani nei primi anni del fascio, quando un movimento legittimo si trasformò in dittatura, con tanto buon senso e tante buone intenzioni.
Avvenimenti & Politica & Rovi Mario | 04 Sep 2008
Gira gira la zucchina…
Come diceva il vecchio detto, gira gira la zucchina finisce sempre in culo all’ortolano.
Nel nostro caso la zucchina si chiama ICI e il culo, purtroppo è sempre il nostro.
Nella proposta di Calderoli una tassa sugli immobili da dare ai Comuni (qualcuno mi spieghi perché togliere l’ICI per poi rimetterla più o meno uguale), ma anche una fantastica tassa sulla benzina e le auto da far incassare alle Provincie. Ma si, proprio quegli enti che tutti dicono inutili, che tutti vogliono togliere e che il novello ministro della Semplificazione pensa bene di rafforzare…
Va beh, “estaremo a vedere”, nel frattempo attrezziamoci…
Avvenimenti & Rovi & Turismo Mario | 15 Jul 2008
Se vi sembro privo di fiuto per gli affari….
…tenete conto che la mia famiglia ha origine in un ridente villaggio dell’alto viterbese, dove, con brillante e tempestiva azione di governo, il sindaco in carica è riuscito in un attimo a spazzare via ogni velleità di crescita turistica dei miei lontani parenti…
In confronto, ammettetelo, io, sono un genio degli affari.
Avvenimenti & Rovi & Sottobosco Mario | 27 May 2008
Piccole Notizie Da Non Diffondere
Riporto così come è stato pubblicato altrove, notando come certe notizie di grande effetto vengano raramente alla luce quando c’è aria di smentita, magari strumentalmente?
Il caso di Angelica, ragazza Rom accusata del tentato rapimento di unabambina di sei mesi avvenuto a Napoli, nel quartiere Ponticelli, è unamontatura. La testimonianza di Flora Martinelli, la madre della bambina, del padre di lei Ciro e dei loro vicini di casa è falsa. Il
Gruppo EveryOne ha indagato accuratamente sull’evento che ha scatenatouna vera e propria “caccia al Rom”, che da Napoli si è diffusa amacchia d’olio in tutta Italia.“Fin dall’inizio le dinamiche delrapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cuisarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l’attenta sorveglianza degli inquilini,” affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Vi sono poi discordanze fra le testimonianze della
Martinelli, di suo padre e dei vicini. La donna in un primo momento ha dichiarato che la porta del suo appartamento sarebbe stata forzata, poi ha ricordato di averla lasciata aperta.Dopo aver notato la porta aperta, la madre sarebbe andata a controllare la culla, quindi sarebbe
tornata verso il pianerottolo dove avrebbe sorpreso – passati almeno venti secondi – la ragazzina Rom con la sua piccola in braccio. Non solo: avrebbe avuto ancora il tempo di raggiungerla e strapparle la bambina. Quindi la Rom si sarebbe mossa al rallentatore, consentendo a nonno Ciro di raggiungerla, afferrarla e schiaffeggiarla al piano di
sotto. Alcuni dei vicini hanno riferito alle autorità che Angelica aveva ancora la bambina in braccio, quando l’hanno fermata. Ma non basta, perché nei giorni precedenti al fatto, gli inquilini della palazzina si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli”.Dopo queste analisi di massima, il Gruppo EveryOne – che può contare su attivisti e organizzazioni locali – ha effettuato ulteriori accertamenti, sia presso il carcere, dove un funzionario, dopo aver ascoltato le ipotesi che scagionavano la presunta rapitrice, ammetteva:
“Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso nazionale”. Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più.Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il “comitato” di Ponticelli è pericoloso. “Angelica, in realtà, conosceva
una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l’episodio,” continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, “ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è
scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice.E’ importante che l’avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato rapimento”. Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l’eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani. “Adesso è importante che le organizzazioni locali per i diritti dell’uomo vigilino sulla serenità di Angelica, che subisce pressioni gravi e intollerabili.
Salvaguardare la tranquillità della ragazza significa salvaguardare la verità sul caso di Ponticelli,
che è la tragica verità di un’altra ingiustizia, di un’altra calunnia, di altre disumane violenze subite dal popolo Rom in Italia, già colpito da emarginazione e segregazione, vessato da provvedimenti iniqui”. Gli attivisti del Gruppo EveryOne concludono con alcune considerazioni che dovrebbero far riflettere: “Da anni lanciamo l’allarme riguardo alla
campagna razziale in corso in Italia. Grazie all’appoggio di forze politiche transnazionali attive nel campo dei diritti umani e civili, abbiamo ottenuto Risoluzioni europee e documenti-guida da parte delle Nazioni Unite, che ammoniscono l’Italia contro le sue politiche razziali. I Rom in Italia non sono criminali, ma famiglie in difficoltà.Su 150 mila ‘zingari’ presenti nel nostro Paese, 90 mila sono bambini. La speranza di vita media dei Rom, qui da noi, è di soli 35 anni, contro gli 80 degli altri cittadini. La mortalità dei bimbi
Rom è 15 volte superiore a quella degli altri bambini. Sono numeri che esprimono una persecuzione. Riguardo alla criminalità Rom, essa non ha un’incidenza rilevante, come dimostrano i dati del Ministero degli Interni e le aggressioni nei confronti di italiani sono praticamente inesistenti. Il caso di Giovanna Reggiani fu un’altro grande inganno,
perché il presunto omicida, Romulus Mailat, non è Rom, ma un romeno di etnia Bunjas, che non ha nulla a che vedere con i popoli ‘zingari’.
L’abbiamo documentato, a suo tempo, agli inquirenti e alla stampa, ma
il nostro dossier scientifico non fu preso in considerazione. Il
razzismo fa comodo a uno stuolo di persone, a partiti politici e media,
alla criminalità organizzata, che muove miliardi di euro ogni anno. A
questo proposito, ricordiamo che i Rom coinvolti in delitti agiscono
quasi sempre per ordine di criminali mafiosi italiani, i quali – a
causa dell’emarginazione e della segregazione in cui versano i ‘nomadi’
- li hanno ridotti in schiavitù. Lo sanno le autorità, lo sanno i
politici e sarebbe ora che lo sapessero tutti i cittadini italiani”.
Avvenimenti & Rovi Mario | 22 May 2008
First They Came…
Non è di Bertold Brecht, ma non ha alcuna importanza. L’aria che tira, i sentimenti della gente, gli umori, sono qualcosa di spiacevolmente familiare…
Avvenimenti & Politica & Rovi Mario | 29 Apr 2008
Roma
Sinceramente non mi stupisce affatto il risultato del voto al Comune di Roma.
Anche semplicemente per un fatto matematico, che bastava fare due somme per capire come finiva già due settimane fa.
Chissà, basterà quest’altra legnata per mandare a casa i il vecchiume del PD (PteroDattili) ??
Sono sicuro di no…
Economia & Rovi & Salute Mario | 10 Apr 2008
Genio Economico
Io sono un genio.
Non è immodestia, regolarmente, per tutta la durata della mia vita, mi è capitato di avere delle idee geniali, specialmente se si trattava di fare i soldi.
Poi chiaramente sono troppo pigro e fifone per fare lo sforzo necessario a trasformare queste idee in fatti, ma sapete com’è, tra il dire e il fare ….
Ieri stavo parlando di una cosa con amici e improvvisamente mi è balenata un’idea in testa.
Un’idea geniale, che ha due diversi effetti, uno economico, se avessi il coraggio e la voglia di realizzarla ed uno semplicemente retorico, che c’è anche solo parlandone.
Il campo di affari cui si rivolge la mia idea, semplicissima e geniale, è quello della produzione di medicinali omeopatici.
Per chi non lo sapesse un medicinale omeopatico è ricavato attraverso la forte diluizione di un principio naturale attivo. Senza entrare in troppi dettagli (informazioni al riguardo ne troverete a mucchi su internet), si arriva dopo un certo numero di diluizioni ad un certo medicinale.
Da notare, ed è questo l’interessante, che diluendo ulteriormente una boccetta di questo medicinale, non si ottiene un medicinale di minor effetto, ma secondo i principi dell’omeopatia si ottiene invece un medicinale più efficace e potente di quello da cui si è partiti. Più diluite più forte l’effetto.
Ecco quindi la mia nuova azienda farmaceutica. Compra una boccetta di medicinale omeopatico X del costo di 10 euro, effettuo un unico ciclo di diluizione con apparecchiature standard, et voilà, ho 10 boccette di medicinale, leggermente più potenti del precedente, che posso serenamente vendere a 10 euro l’una.
Un centesimo dei costi del concorrente, 10 volte il fatturato. Un colpo di genio economico.
Mi sorge solo un dubbio.
Come fa l’industria omeopatica a funzionare se basta così poco a distruggerla?
A voi trovare la falla nella mia idea.
Potete tranquillamente anche sfruttarla e produrre voi medicine omeopatiche, dovrete però riconoscermi l’un per cento del vostro fatturato a titolo di “riconoscimento del genio”…
Buon lavoro.
