Economia & Pensiero & Politica & Rovi & Vivere Meglio Mario | 03 Mar 2008
è già lunedì
Ieri era una fantastica giornata di sole, l’umore della famiglia era ottimo e così, come pianificato, siamo partiti in macchina alla volta dell’Ikea. Obiettivo principale: comprare una sedia per il mio “posto di lavoro” casalingo, e magari anche un barbecue nei dintorni…
Noi abitiamo ad Albano e l’Ikea si trova piuttosto vicina, proprio sul Grande Raccordo Anulare, appena fuori….
Quando siamo arrivati sul raccordo ci siamo trovati di fronte ad uno spettacolo inaspettato. Un traffico denso come melassa, neanche fosse un giorno di lavoro. Per fortuna dall’Appia all’Ikea la strada è davvero poca. Una volta arrivati la conferma che mezza Roma era in moto, parcheggio praticamente colmo e una massa umana di varia qualità che riempiva ogni spazio all’interno del grande magazzino.
La bella giornata e l’umore positivo ci mettevano in ottima posizione per acquisti compulsivi, ma questa è un’altra storia. Comunque siamo tornati a casa con il bagagliaio pieno: sedia Karsten (con braccioli aggiunti), un lussurioso copripiumino, anzi due, perché lo abbiamo preso anche per la figliola, tutta una serie di scatole e scatoline, bicchieri, vasi, vasetti, stampelle e ammennicoli vari.
Una volta fuori, diretti a casa, di nuovo l’impatto con il traffico esagerato sul raccordo, come se tutti i romani avessero una specie di appuntamento per fare qualche giro in compagnia in questa simpatica sede stradale.
Poi ho realizzato. Era la domenica verde. Niente traffico in città, ma il raccordo era aperto.
La giornata bellissima, la mancanza di partite delle squadre romane (avevano entrambe giocato di sabato) e la naturale propensione per il popolo romano per le gitarelle fuori porta hanno spinto i romani fuori dalle loro tane.
Immagino mogli ben decise svegliare all’alba i mariti: “Almeno oggi che non c’è la partita SI ESCE!!”…
E come dargli torto?
Sta di fatto che il marasma di macchine era significativo e sono pronto a scommettere una fetta di pane e Nutella che ieri, per quanto verde sia stata la giornata, l’inquinamento non sarà sceso più di tanto, anzi…
Dovremmo cominciare a pensare nuove metodologie per ridurre l’impatto ambientale di quello che facciamo, e sarebbe molto intelligente essere pionieri di questi nuovi modi di vivere, ci porterebbe senz’altro dei grandi vantaggi anche economici, perché si sa, chi per primo prende una strada tecnologica che porta al futuro, gode di tutti i vantaggi dell’avanguardia e difficilmente può essere poi raggiunto su quella stessa strada dagli altri viaggiatori.
Parlo di cose come ad esempio la gestione del packaging. Perché non essere i primi a legiferare (a livello Italiano o meglio ancora Europeo) obbligando i produttori a vendere prodotti imballati con criteri nuovi, fatti in maniera tale da massimizzare il riciclo e minimizzare l’impatto dei rifiuti? E’ una cosa che prima o poi dovremo fare, perché non essere i primi? Si stimolerebbero i nostri produttori a investire in queste tecnologie e sarebbero poi molto avvantaggiati quando, inevitabilmente, il resto de mondo ci verrà dietro.
Lo stesso potrebbe essere fatto per molte altre cose, dall’energia al trasporto.
Ma in questi giorni se accendete il televisore non si sente parlare di queste cose. I nostri politici spaziano dai lavori forzati per i carcerati (argomento così popolare, chi di noi non ha mai pensato la stessa cosa?), all’abolizione dell’ICI, alla riduzione di uno, due, tre, quattro punti della pressione fiscale (chi offre di più? tanto il culo non è il mio)…
E’ stata una bella domenica di sole, una domenica verde (?), ma purtroppo, è già lunedì…
Tags: ambiente, domenica, energia, Ikea, politica, Roma, traffico, vivere meglio
Vivere Meglio Mario | 02 Mar 2008
Il piacevole sole…
Che bello…
Alzarsi la domenica mattina, tardi, tutta la casa chiusa e buia, scendere in soggiorno, spalancare le finestre ed essere accolti da un sole caldo e piacevole, un cielo azzurro, un’aria profumata di mimosa e tiepida…
Ti riconcilia con la vita, e ti sembra che niente, proprio niente possa andare male.
Ovviamente non è vero, ma per oggi, va bene così…
Tags: gioia, primavera, sole
Economia & Politica & Vivere Meglio Mario | 28 Feb 2008
C’è poco da rallegrarsi
I dati relativi alla previdenza complementare suscitano soddisfazione in chi, come il ministro Damiano, ha molto lavorato nell’anno passato per spingere la popolazione verso l’adesione a questa forma di investimento.
In realtà la situazione è molto deludente, le adesioni, tenendo conto delle modalità con cui era stata portata avanti la cosa, sono ben lontane da rappresentare un risultato significativo.
In pratica nel 2006, prima della nuova legge, circa il 20% dei lavoratori dipendenti contribuiva ad una qualche forma di piano di previdenza complementare, e nel 2007, dopo l’introduzione della nuova normativa, siamo circa ad un 30% di adesioni. Una cifra significativa, ma del tutto insufficiente a tranquillizzare chi deve preoccuparsi del futuro della nostra nazione.
Gli obiettivi erano del 40%, già altamente insufficienti, ma neanche quelli sono stati raggiunti.
Io sono tra quelli che non ha aderito ad alcuna forma di previdenza complementare. Questo perché ritengo assolutamente inadeguata, insufficiente e penalizzante la normativa.
Molti sono i punti dolenti:
- La poca flessibilità del sistema, troppo vincolato e con scarsa concorrenza reale in molti comparti
- La presenza di fondi affidati ai sindacati o ad altri enti gestori che non possono far altro che affidare ulteriormente ad altri enti la gestione reale del fondo, con conseguente aumento dei costi
- L’incertezza sui regimi fiscali futuri dei fondi
- L’impossibilità alla scadenza di poter ritirare per intero il capitale accumulato
- La scarsa convenienza per i lavoratori a cui mancano pochi anni all’età della pensione
Una cosa in particolare che mi sento di criticare con tutto il cuore è il modo anomalo con cui si è scelto di gestire un fenomeno come quello della previdenza integrativa. Trattandosi di fatto di un sistema che basa i suoi presupposti sul principio che ogni persona deve integrare la sua pensione con contributi personali ulteriori rispetto a quanto già versato per la previdenza pubblica, ci si dovrebbe aspettare la piena adesione del sistema di previdenza integrativa a modelli liberisti e di mercato.
Invece si è scelto, anche a causa dei forti vincoli che si avevano da parte di parti sociali come i sindacati, di legare la nuova previdenza integrativa ad una sorta di alternativa vincolata e un po ingessata, una copia neanche troppo bella delle previdenza pubblica.
In altri paesi esistono tutta una serie di facilitazioni di ordine fiscale e di normative di supporto che rendono ogni persona libera di investire come crede i suoi soldi, nella piena libertà di disporne in ogni momento e senza vincoli burocratici e inutili strutture che aggravano con costi e oneri sul sistema.
Negli Stati Uniti ad esempio ci sono moltissime forme di questo tipo, i piani 401, 457, IRA ed altri ancora, sono degli strumenti perfetti per stimolare il risparmio. E’ possibile investire soldi dal proprio stipendio rimandando il pagamento delle tasse al momento in cui li ritireremo dal conto di previdenza. In questo modo anche i soldi che normalmente avremmo pagato in tasse concorreranno a produrre un rendimento. Senza scendere nei dettagli dei vari piani è interessante notare come in quel paese non esistano inutili vincoli sul come e con chi investire i propri soldi, esiste la massima flessibilità.
Un altro indubbio vantaggio dell’investimento autonomo di questo tipo risiede nel fatto che alla nostra morte (il più tardi possibile) il capitale accumulato e sul quale si basava il nostro rendimento, rimane comunque a disposizione degli eredi, cosa che spesso non è prevista dagli attuali fondi di previdenza italiana.
Fin quando qualcosa di simile non accadrà anche in Italia saranno molti quelli, che come me, preferiranno tenere i propri soldi bloccati nei fondi di fine rapporto, piuttosto che destinarli al fondo di categoria o a qualche fondo chiuso.
Ed è un problema, poiché tutti sappiamo che i ragazzi che oggi iniziano a lavorare non potranno fare a meno di affrontare il problema della previdenza complementare. Perché quindi non rendergli la vita più facile creando un sistema normativo che sia davvero fruibile?
Qualcuno ne ha visto tracce nei programmi dei nostri politici?
Tags: economia, investimento, pensione, PREVIDENZA, risparmio, soldi, tasse
Economia & Vivere Meglio Mario | 22 Feb 2008
Zopa, progresso lento
Vi avevo parlato qualche settimana fa di Zopa, il sistema di social lending da poco sbarcato in Italia.
E’ passato un po di tempo ed eccomi qui a raccontarvi come sta andando la mia esperienza con questa startup.
Dopo una certa titubanza iniziale sembra che l’ingranaggio abbia iniziato a lavorare a regime, mentre prima i prestiti stentavano a partire e i soldi che avevo messo in offerta si convertivano in prestiti con una lentezza esasperante, ora le cose hanno preso un ritmo decisamente migliore e finalmente tutta quanta la somma che ho messo a disposizione è stata prestata o quantomento è prenotata e in attesa di trasferimento.

Ben presto quindi tutto il capitale sarà prestato e mi attendo in breve i primi rientri delle rate di chi ha ottenuto i prestiti.
Per ora ne è arrivata una sola (quell’euro e settantacinque “disparo” che rappresenta sia la restituzione che l’interesse).
Il tasso medio a cui sono stati prestati i miei soldi è intorno al sette per cento con una distribuzione che vede favorite le scadenze lunghe (65%) e la classe di rischio B (41%).
L’interfaccia va migliorando, ma a mio parere rimane davvero tantissimo da fare su questo fronte.
Per ora è tutto, tornerò a parlarvene tra qualche altra settimana per un check sullo stato delle restituzioni. Nel frattempo pensavo di dare un’occhiata più da vicino all’altro servizio di questo tipo disponibile in Italia: Boober, dalle caratteristiche molto diverse.
Tags: boober, investimento, kiva.org, prestiti, social lending, soldi, zopa
Pensiero & Vivere Meglio Mario | 01 Jan 2008
Festeggiamo l’anno vecchio
Ogni anno che finisce ci ritroviamo tutti quanti ad augurarci che l’anno nuovo sia migliore di quello passato.
Quasi sempre gli auguri sono accompagnati da sequele di lamenti tipo: “Non vedo l’ora che finisca questo anno di merda”, “Finalmente è finito questo anno sfigato…” etc etc.
Proprio mentre anche io pronunciavo una di queste frasi “standard”, mi è venuto in mente che in realtà questo riflette molto bene l’atteggiamento umano un pochino masochista e piagnone.
Prendiamo il mio caso, ma potrei farvi altri esempi di amici e parenti con situazioni simili. Va bene sono stato male. Certo era meglio se non mi fossi ammalato. Ovvio, sono giovane e non era così scontato che una malattia di questa portata potesse capitarmi tra capo e collo. Ma è stato un anno sfortunato ? Sono stato sfortunato ? Oppure dovrei benedire questo anno che tutto sommato mi trova ancora vivo (e con buone speranze di rimanerlo ancora a lungo) ?
Poteva andare molto peggio. Se non fosse stato per una visita casuale, per lo scrupolo del medico che mi ha visitato (un cardiologo, figuriamoci se posso considerare normale che si sia accorto del mio tumore al rene), probabilmente sarebbe andata molto peggio.
Le malattie accadono, le sfighe accadono, “shit happens”, ma se guardo questi avvenimenti con occhio obiettivo posso dire che il 2007 per me è stato un anno estremamente fortunato.
E forse in fondo potremmo dire questo tutti quanti, ed invece di festeggiare l’anno nuovo, che chissà cosa ci può portare, direi sarebbe giusto festeggiare l’anno vecchio, ringraziando la sorte, o Dio per chi ci crede, per tutto quello che ci è stato dato, che vi assicuro è molto, davvero molto.
Per questo amici miei, io brindo all’anno vecchio, per le gioie che mi ha dato, per la forza di superare i dolori, per gli amici, per l’amore, per ogni alba ed ogni tramonto, e per ogni sapore della vita…
Tags: anno nuovo, anno vecchio, auguri
Economia & Vivere Meglio Mario | 28 Dec 2007
Kiva.org
Quando, da bravo riccastro con la coscienza un po sporca, faccio beneficenza, aiuti in qualche modo qualcuno, dando via quelli che per me in fondo sono pochi spiccioli, mi viene sempre il dubbio di essere in realtà solo un vecchio stronzo con il vezzo di sentirsi buono…
Ma poi penso, che importa?
Così, senza pretese e senza impegno, se volete unirvi a me, sapendo che in realtà siamo solo dei narcisi, buttate anche voi qualche spicciolo, senza aspettarvi per questo il paradiso…
Tags: credito, Kiva.org, microcredito, paesi in via di sviluppo, poveri
Economia & Vivere Meglio Mario | 27 Dec 2007
Zopa: prestiti senza banche, prova su strada
Di Zopa forse avrete sentito parlare in qualche telegiornale, oppure avrete letto un articolo sul web, in qualche blog o sui portali principali.
Il meccanismo è semplice ed al tempo stesso rivoluzionario. In genere noi depositiamo i nostri soldi in una banca, ricavandone magri interessi, e questa banca poi li reinveste, spesso semplicemente prestandoli ad altre persone, ad interessi assai più elevati.
Perché allora non bypassare la banca e prestare direttamente ai privati?
La risposta è semplice, non lo facciamo perché sarebbe molto complicato e sicuramente rischioso.
Ecco allora la proposta di Zopa: utilizzare una piattaforma comune ed i loro servizi per minimizzare i rischi e limitare al minimo, in maniera trasparente, le commissioni dell’intermediario.
Se la cosa funziona bene si possono avere vantaggi sia per i “prestatori” che per i “richiedenti”. I primi infatti dovrebbero riuscire a ricavare un tasso di interesse superiore a quello che gli erogherebbe la banca, i secondi al contrario riusciranno a pagare molto meno.
La cosa che mi ha attirato di Zopa non è tanto la possibilità, da verificare sul campo, di ottenere interessi più elevati di quelli del conto monetario, quanto l’idea di eliminare un esoso intermediario, e soprattutto la potenzialità dell’idea nel miglioramento del sistema finanziario, specie per le categorie di persone che normalmente hanno difficoltà ad ottenere un prestito dalle banche e finiscono per rivolgersi agli strozzini.
Insomma, forse è un’illusione, ma potrebbe esserci molto di buono in un’iniziativa di questo tipo.
Così ho deciso di fare un piccolo, ma neanche troppo piccolo, investimento e verificare sul campo come funziona la cosa.
Dopo l’iscrizione, le verifiche amministrative e burocratiche del caso, tutte fatte in maniera snella e veloce, si passa a depositare sul conto Zopa una cifra a piacere (anche poche decine di euro se volete).
Una volta alimentato il conto Zopa si iniziano a costruire le offerte. Praticamente decidete in maniera molto flessibile che tipo di prestiti erogare, per quanto tempo, a che tasso, con una definizione precisa delle varie categorie di affidabilità del debitore.
Da notare che al fine di minimizzare i rischi si può decidere di limitare a piacere la quantità di denaro da prestare ad ogni singolo richiedente, in modo da evitare grossi impatti in caso di insolvenza.
Le offerte, una volta create da voi, vanno “sul mercato” e vengono accoppiate dal sistema a chi richiede un prestito, rispettando i vincoli da voi imposti sulla durata del prestito e sui tassi applicati.
Nel mio caso l’offerta di 1000 euro da me creata ha per ora 20 euro prestati e 230 in via di approvazione.
Ovviamente si possono cambiare i tassi e gli altri parametri sulla durata e la classe di rischio per i soldi non ancora assegnati. Potete decidere di non prestare a certe classi oppure di utilizzare solo alcune durate, alzare ed abbassare i tassi come desiderate. Chiaramente le vostre decisioni influiranno sulla possibilità che l’offerta si trasformi in prestito effettivo.
La piattaforma è ancora un pochino grezza, ma funzionante, il servizio è appena nato, ma promette bene. Simpatica la possibilità di visualizzare alcuni dati delle persone cui avete prestato soldi, immagino che chi li riceve possa fare lo stesso con i prestatori.
Come dicevo la cosa mi piace più per la valenza sociale, innovativa e l’impatto che potrebbe avere un suo sviluppo sul mercato finanziario, specialmente sul micro credito, che per la valenza economica, anche se c’è da dire che alla fine i prestatori potrebbero davvero ricevere dei vantaggi anche monetari dall’utilizzo di questo sistema.
Vi terrò aggiornati tra qualche tempo con gli sviluppi…
Tags: banche, credito, economia, finanza, microcredito, prestiti, zopa
Frescura & Internet & Vivere Meglio Mario | 19 Dec 2007
Il tormentone di Natale
Sotto le feste i messaggi di auguri sono all’ordine del giorno, ma il servizio creato all’uopo da Officemax ha una marcia in più.
I quattro elfi ballerini possono avere la vostra faccia, con pochi semplici passi è possibile creare un simpatico balletto che divertirà familiari e amici.
Se invece siete soli potete utilizzare il bellissimo scrooge.
Datemi retta, provateli e fatevi due belle risate in compagnia….
Tags: animazione, auguri, elfyourself, flash, fun, natale, officemax, scrooge
Cultura & Libri & Pensiero & Vivere Meglio Mario | 13 Dec 2007
Il DizioMario: collaborare
collaborare: Lavorare insieme, contribuire alla realizzazione di un progetto, partecipare ad un’attività comune.
Prosegue il mio viaggio tra le parole in via di estinzione. Oggi tocca a collaborare.
L’etimologia è alla portata di tutti: cum laborare, dal latino lavorare insieme. Non c’è molto da spiegare, e la definizione potrebbe far pensare che si tratti di una parola piuttosto comune visto che la maggior parte delle attività umane sono basate sul lavoro comune.
In realtà collaborare e collaborazione sono parole fin troppo usate ma un po meno praticate di quel che si dovrebbe.
La nostra società e specialmente la nostra economia, pur utilizzando il concetto di collaborazione, in realtà lo interpreta in una strana maniera.
Se infatti è vero che a tutti noi capita di lavorare assieme, è anche vero che questo accade raramente in maniera spontanea, e sempre più spesso le persone collaborano solo in funzione del loro interesse immediato, diretto e strettamente personale. E questa secondo me non è la forma più nobile e pura di collaborazione.
Molto più spesso invece succede l’esatto contrario. Quando il vantaggio personale non è evidente ed immediato gli uomini tendono a non collaborare. Anzi, consciamente o inconsciamente, l’individualista moderno tende a danneggiare gli altri, e spesso anche se stesso.
In un divertente libricino dal titolo: “Allegro ma non troppo - Le fondamentali leggi della stupidità umana” Carlo Cipolla tra il serio ed il faceto, da una definizione di stupidità che mi ha colpito molto.
Definisce stupido quell’essere umano che in una certa situazione preferisce perdere qualche cosa pur di non agevolare un’altra persona. In senso esteso potremmo dire che è stupido chi compie azioni che danneggiano in maniera ingente gli altri pur non ottenendo in cambio un vantaggio significativo, o addirittura subendo anch’esso un certo danno. Anche in presenza di un’alternativa in cui magari sarebbe stato possibile ottenere un piccolo vantaggio personale concedendo ad altri un grande vantaggio.
Detta così sembrerebbe una cosa assurda, ma in realtà si tratta di un comportamento molto diffuso e che potrete riconoscere facilmente nelle persone che vi circondano e, perché no, anche in voi stessi.
Io credo di poter considerare un comportamento “non collaborativo” come un buon esempio di stupidità secondo il modello di Cipolla (serio o faceto che sia).
Qui di fianco un semplice esempio di vita reale dove diviene molto evidente questo tipo di atteggiamento.
Immaginiamo una via con un semaforo in fondo ed una bella fila di macchine bloccate. In questa immaginaria fila il nostro soggetto è alla guida della macchina blu contrassegnata dalla lettera A. Le macchine davanti a lui sono bloccate, il semaforo è rosso. Alla destra di A c’è una strada con un’altra fila di macchine.
Il conducente della macchina A potrebbe fermarsi, lasciar passare tutta la fila di macchine B, senza subire alcun danno immediato significativo. Non impiegherà di meno ostruendo l’incrocio.
D’altra parte ostruendolo danneggerà significativamente tutte le macchine nella fila B.
Se un numero considerevole di persone adottassero un comportamento “collaborativo” in queste situazioni si avrebbe per tutti un vantaggio, perché prima o poi a tutti capiterà di trovarsi nella situazione B.
Se un numero considerevole di persone adottasse invece il comportamento non collaborativo “stupido” non ci sarebbero vantaggi significativi per nessuno, mai. Anzi alla lunga tutti ci troveremmo nella situazione B a dover aspettare inutilmente a causa del comportamento stupido di cui sopra.
È solo un piccolo esempio ma ce ne sono infiniti, per strada, sul lavoro, persino a casa. Comportamenti non collaborativi dovuti alla mancanza di un vantaggio personale immediato, ma irrimediabilmente “stupidi” e fonte di grandi svantaggi per la comunità e per noi stessi.
Certo è utopico pensare che le persone rinuncino a dei vantaggi personali per il bene della comunità, ma non mi sembra troppo pretendere che la gente si sforzi almeno di evitare i comportamenti “stupidi” che comportano danni per loro e per gli altri.
Tags: Carlo Cipolla, collaborazione, cooperazione, libri, società, stupidità, stupido
Salute & Vivere Meglio Mario | 03 Dec 2007
Vivi abbastanza…
Ho già linkato uno di questi video, un altro non farà male…
[youtube KPt_2lk798Y]
Tags: aids, preservativo, profilattico, salute, vivi abbastanza
